Cos’è la mappatura del DNA del tartufo nero?

Le truffe che riguardano il tartufo sembrano essere dunque all’ordine del giorno, e per il consumatore può essere davvero difficile accorgersi delle fregature in agguato. Per fortuna, dalla ricerca arrivano interessanti novità: si sta infatti lavorando per mettere a punto un sistema scientificamente valido per smascherare le truffe riguardanti i preziosi funghi sotterranei. In questo senso l’analisi e la mappatura del DNA possono essere di grande aiuto.

La mappatura del DNA del tartufo nero

Nel 2010 alcuni team di ricercatori francesi ed italiani sono riusciti, con il coordinamento del centro di ricerca INRA (Institut National de la Recherche Agronomique) di Nancy, a mappare il genoma del pregiato tartufo nero (Tuber melanosporum).

I risultati di questo studio sono stati pubblicati anche sulla prestigiosa rivista Nature, e riguardano un genoma di dimensioni molto superiori rispetto a quello di qualsiasi altro fungo sinora sequenziato.

La conoscenza nel dettaglio di questo complesso genoma consentirà di stabilire in maniera univoca la provenienza dei tartufi neri, che presentano differenze a livello di DNA in base all’area geografica di crescita. La sequenziazione del DNA del Tuber melanosporum rappresenta dunque uno strumento importante per smascherare le truffe riguardanti l’origine del prodotto.

Cos'è la mappatura del genoma del tartufo nero?

Ad esempio, con queste analisi non potrà più essere spacciato per “tartufo nero pregiato di Norcia” un tartufo nero proveniente da altre aree geografiche italiane (o dall’estero). Per il momento la sequenziazione del DNA del tartufo è stata una importante conquista del mondo della ricerca genetica, ma in futuro potrà essere utilizzata ai fini della Legge n. 752 del 1985 che in Italia regolamenta la raccolta, la coltivazione ed il commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo.

L’aver sequenziato il DNA del tartufo nero presenta anche un’altra importante implicazione, ovvero la possibilità di evidenziare qualsiasi tentativo di manipolazione genetica o di clonazione della specie, minacce tutt’altro che remote riguardanti la Cina e altri paesi mondiali dove la sperimentazione non è regolamentata dalla legge.

Infine, l’aver sequenziato il DNA presenta un altro importante risvolto positivo, e stavolta per quanto riguarda la produzione dei preziosi funghi sotterranei. “Leggendo” il DNA dei tartufi sarà infatti possibile selezionare quegli esemplari di tartufo che presentano le caratteristiche migliori dal punto di vista organolettico (profumi e sapori) e qualitativo (assenza di micotossine). Grazie alla selezione sarà quindi possibile ottenere cultivar di tartufo sempre migliori.

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